Schede di carta
Il primo metodo di registrazione che consentiva l’archiviazione di semplici programmi esisteva già prima dei computer come li conosciamo oggi, nel XVIII secolo. Si trattava di schede di carta perforate, contenenti una sequenza di istruzioni scritte per macchine tessili o pianoforti automatici. Furono utilizzate fino agli anni ’70 e avevano una capacità di 0,12 KB.
Nastri di carta
Simili alle schede di carta erano i nastri di carta, che però avevano una capacità maggiore. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questo sistema fu utilizzato dai tedeschi nel computer Colossus. È interessante notare che in alcuni luoghi questi sistemi sono ancora utilizzati oggi per il conteggio e la verifica automatica dei voti.
Nastro magnetico
Il successore fu il nastro magnetico, uno speciale nastro di plastica con un rivestimento di ossido metallico dalle proprietà magnetiche. Su di esso era possibile registrare diversi tipi di dati: registrazioni audio, video e simili. Permetteva di registrare grandi quantità di dati e, allo stesso tempo, accelerava notevolmente i processi di registrazione e accesso ai dati registrati. Il suo utilizzo iniziò negli anni ’50.
Un nastro magnetico medio aveva una capacità di 225 KB, il che significava che erano necessarie 1920 schede di carta per registrare la stessa quantità di dati.
Disco rigido
Questa tecnologia utilizza dischi rotanti ad alta velocità realizzati in materiale magnetico. L’accesso ai dati è ora ancora più rapido. Il primo disco rigido fu sviluppato da IBM nel 1956. Aveva una capacità di 5 MB e le dimensioni di una stanza media. Questa tecnologia è ancora in uso oggi e le capacità arrivano fino a diversi TB.
Il primo disco rigido con una capacità di 5 MB era quindi equivalente a 23 bobine di nastro magnetico.
Unità a semiconduttore
Alla fine degli anni ’60, apparvero i primi chip a semiconduttore che permisero l’archiviazione dei dati. Erano costituiti da una serie di transistor, condensatori, diodi e altri elementi elettronici. Tra le altre cose, furono anche parte integrante del computer che contribuì a portare il primo uomo sulla Luna. Il salto tecnologico fu principalmente nella velocità di accesso ai dati e nella riduzione delle dimensioni fisiche degli elementi di memoria. Questa tecnologia ha gettato le basi per le unità di memoria utilizzate oggi nelle chiavette USB.
Floppy disk – Dischetto
Negli anni ’70 del XX secolo, oltre alla musica disco, fecero la loro comparsa anche i primi floppy disk. Erano racchiusi in un involucro sottile ma resistente, che ne facilitava l’utilizzo e il trasferimento dei dati da un computer all’altro. I più noti sono quelli più piccoli, che oggi esistono solo come icone per la memorizzazione dei dati nelle interfacce grafiche di programmi e dispositivi. Avevano una capacità di 1,44 MB, pari a circa una foto scattata oggi con un cellulare a bassa risoluzione.
I floppy disk avevano una capacità maggiore rispetto al primo hard disk, che era di 5,76 MB.
CD
Negli anni ’80, fece la sua comparsa il disco ottico, il compact disc. Veniva utilizzato per registrare dati informatici e registrazioni audio e video ad alta definizione. Oggi, i lettori CD stanno scomparendo da laptop e computer desktop. Un CD ha una capacità di 700 MB.
Per registrare la stessa quantità di dati di un CD, sarebbero necessari 486 floppy disk classici!
DVD
Il DVD, o Digital Video Disc, era originariamente concepito per la registrazione di video ad alta definizione. Ha le stesse dimensioni e lo stesso aspetto di un CD, ma permette di registrare fino a 4,7 GB di dati. In altre parole, è un CD più compatto :).
Un DVD equivale a 6,7 CD.
Chiavette USB
All’inizio del XXI secolo, sono apparse le prime chiavette USB come le conosciamo oggi. Le prime pesavano circa 30 g e avevano una capacità di circa 100 MB. La tecnologia di registrazione EEPROM è stata sviluppata negli anni ’80 ed è entrata in uso dieci anni dopo. Con l’avvento degli standard USB 2.0 e USB 3.0, si è assistito a un vertiginoso aumento della velocità di scrittura e lettura e a un incremento della capacità di memoria delle chiavette USB. Oggi sono disponibili anche chiavette con una capacità di 1 TB o superiore.
Una chiavetta USB da 16 GB è sufficiente per contenere 1333333333 perforazioni di schede, 711111 bobine di nastro magnetico, 3200 dei primi hard disk di grandi dimensioni, 11429 piccoli floppy disk e 23 CD.










